martedì 8 novembre 2011

Articolo 2. Diritto alla vita

Il governo Berlusconi non esiste più da tempo e il parlamento italiano è uno stagno fangoso isolato in una pianura arida, con gli ultimi coccodrilli rimasti che continuano a dibattersi solo per evitare che la melma attorno a loro, seccandosi, li intrappoli a morte. E' uno spettacolo che certamente potrà interessare qualche zoologo sadico - come sono, in fondo, i molti Divi dell'infotainment che già si preparano per il party del dopo-Silvio - ma che a molti altri fa semplicemente ribrezzo. Anche perché dopo il party non ci aspetta certo un risveglio con cappuccino, brioche e un bel Polase per i postumi.

I burocrati delle istituzioni europee e del FMI infatti sono già nascosti dietro alle tende, per infliggerci quella che sarà certamente una delle più memorabili feste a sorpresa della nostra epoca. Gli stessi burocrati che nella loro Convenzione per i diritti dell'uomo (CEDU, poi inserita attraverso la Carta dei diritti fondamentali della UE nel Trattato di Lisbona) così scrivevano a proposito del diritto alla vita:

"Articolo 2 - Diritto alla vita

1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il delitto è punito dalla legge con tale pena.

2. La morte non si considera inflitta in violazione di questo articolo quando risulta da un ricorso alla forza
resosi assolutamente necessario:
a. per assicurare la difesa di ogni persona dalla violenza illegale;
b. per eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente detenuta;
c. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione."

Attenzione a non festeggiare troppo, da sbronzi non si può dormire con un occhio aperto. Intanto a Londra già la polizia sarà autorizzata, durante la grande manifestazione di domani, ad utilizzare veicoli blindati e proiettili di gomma, esattamente come avvenuto durante i riot di quest'estate.

6 commenti:

  1. Come già scritto altrove condivido ogni singola parola. Tuttavia, ragionando per assurdo, secondo me un lato positivo c'è ed è la consapevolezza del movimento. Basta pensare alla differenza, secondo me, fondamentale, tra le premesse del 14 dicembre (i legami con l'evento istituzionale della fiducia a Berlusconi), e quelle del 15 ottobre (parlo di premesse teoriche, perchè di come è andato e del dopo si è discusso in lungo e largo) e ancor più dei movimenti occupy attuali che virano sempre più sulla consapevolezza che il "nemico" è il capitalismo, non Berlusconi, la casta o chi per essi.
    Ma magari è solo una vana speranza mia, eh.

    Baci!

    eveblissett

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  2. Eve tu hai certamente fonti più "interne" rispetto alle mie (che pure sono di prima mano), ma ultimamente mi sembra che più che altro nel movimento ci sia grande confusione. Non lo so, ma tutto questo anticapitalismo, qui in Italia, mi pare che non ci sia, che rimanga un discorso un po' laterale. Se mi smentisci mi fai un favore, davvero.

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  3. La confusione c'è e il post-15 ottobre ne è stato un sintomo chiarissimo (anche se, secondo me, in altri termini, pure certe componenti di #occupywallstreet sono abbastanza confus sul punto "anticapitalismo"). Però, secondo me, rispetto a un anno fa le cose sono migliorate e al 50% è colpa della crisi, per l'altro 50 è merito dei movimenti internazionali che non ci hanno lasciati del tutto indifferenti.
    Per intenderci, non credo che senza le premesse di cui sopra roba come #occupybankitalia o i draghiribelli avrebbero potuto nascere. E sono cose importanti, per l'immaginario anticapitalista.

    Abbandono la teoria per uno spaccato real: l'altra sera abbiamo fatto una delle tante assemblee organizzative per le prossime azioni sul territorio e ho sentito un compagno precario dei consorzi, ultracinquantenne, che, a differenza mia (e beato lui) non è solito cadere negli intellettualismi e nelle teorie, fare un discorso molto simile a "fuoriuscire dalla logica dell'evento", "concentrarsi sull'anticapitalismo" e via discorrendo.

    E mi ha dato un sacco di speranza.

    Bisous!

    eveblissett

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  4. Il punto è proprio quello che ha evidenziato il compagno che citi. E subito dopo, per quel che mi riguarda, c'è un come con un punto interrogativo gigantesco.
    Il fatto è che se pure riesco a scorgere la confusione negli altri ne trovo anche di più in me stessa. Dai movimenti internazionali - anche se non li conosco nel dettaglio - mi sembra ci sia molto da imparare: innanzitutto un senso pratico che da noi è parecchio carente, e anche una logica meno televisiva, mi pare. Tu che pensi? Ho bisogno di lumi.
    Bacioni!

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  5. Condivido i dubbi di Adrianaaaa sull'anticapitalismo in Italia, ma anche la speranza di eveblisset. Ieri ho provato in assemblea di movimento (interfacoltà) a fare un discorso per spezzare la tradizionale "logica dell'evento". Sembra che l'idea abbia riscosso successo, almeno in linea teorica (da cui la speranza); per la pratica si dovrà aspettare un po' che l'occupyeverything sedimenti per bene e sui punti giusti (e qui c'è un po' di pessimismo...).

    P.S. ma sono incapace io o su questo blog non si può aggiungere un URL sul nome quando si commenta openID? Perchè volevo iniziare a commentare su tutti i blog con lo stesso nome..

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  6. Io ribadisco che la mia situazione attuale, post 15O, è di confusiona assoluta. In questi giorni cercherò di stare un po' più dietro a quello che si muove a Bologna, lavoro permettendo.

    Con il tuo PS, culturaliberta, non so proprio come aiutarti. Sorry :(

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